Venezia è universalmente nota per i suoi canali, i suoi ponti e il labirinto di calli che ne costituiscono l’identità unica. Eppure, incastonati tra palazzi e rii, si nascondono degli autentici tesori verdi: i giardini. Queste oasi inaspettate offrono un respiro rigenerante, un silenzio quasi surreale, lontano dal flusso turistico. Esplorare i giardini segreti a Venezia significa scoprire un volto inedito e affascinante della Serenissima, dove la natura riconquista il suo spazio vitale.
Giardini della Biennale: arte e natura
Tra i più noti e frequentati, se non altro per la loro importanza culturale, si trovano i giardini della Biennale. Questi storici giardini pubblici, noti anche come Giardini Napoleonici, furono realizzati per volontà di Napoleone Bonaparte all’inizio del XIX secolo e costituiscono l’area verde più estesa del centro storico.
Oltre a essere un fondamentale polmone verde per la città, i Giardini della Biennale sono la sede tradizionale dell’Esposizione Internazionale d’Arte. Qui si trovano i padiglioni permanenti di numerose nazioni, che, durante la Mostra, ospitano le loro rappresentazioni artistiche. Il connubio tra la rigogliosa vegetazione, il viale centrale e l’architettura dei padiglioni crea un ambiente unico in cui l’arte contemporanea dialoga con la storia e la natura.
Giardini Papadopoli: un’oasi verde
Lasciando l’estremità orientale, e avvicinandosi alla zona di Piazzale Roma, si incontra un’altra importante area verde pubblica: i Giardini Papadopoli. Situati nel sestiere di Santa Croce, in prossimità dei varchi di accesso alla città, questi giardini rappresentano un vero e proprio “biglietto da visita verde” per chi arriva a Venezia.
Realizzati nel XIX secolo, i Giardini Papadopoli furono in parte riprogettati per far spazio a Piazzale Roma, ma mantengono ancora oggi un’atmosfera raccolta e tranquilla. Con i loro alberi secolari, i vialetti ombreggiati e un’area giochi per i più piccoli, offrono un piacevole momento di pausa, fungendo da transizione pacifica tra la frenesia del traffico e l’immersione nel cuore pedonale della città lagunare.
Fondazione Cini: un’esperienza culturale immersa nel verde
Per chi cerca un’esperienza che unisca cultura, storia e un’immersione totale nel verde, l’Isola di San Giorgio Maggiore, con la sua Fondazione Giorgio Cini, è una tappa imprescindibile. Sebbene non si tratti di giardini pubblici nel senso stretto, i suoi spazi verdi, e in particolare il famoso giardino adiacente, offrono un’esperienza unica e raffinata.
La Fondazione Cini, creata per restaurare e valorizzare il complesso monumentale dell’ex monastero benedettino, è un polo culturale di fama internazionale. I suoi giardini, meticolosamente curati, offrono una vista impareggiabile sulla laguna e sul bacino di San Marco. Il vero gioiello, tuttavia, è il Labirinto Borges.
Il Labirinto Borges: un giardino dei sentieri che si biforcano
Nel 2011 la Fondazione Giorgio Cini realizzò questo labirinto dedicato a me, Jorge Luis Borges, scrittore e poeta argentino, che tanto aveva amato Venezia… A volere questo labirinto fu la mia seconda moglie, Maria Kodama, con cui avevo condiviso la scoperta di suoni, idiomi, crepuscoli, città, giardini e persone sempre diverse e uniche. Maria conosceva il mio amore per Venezia, città labirinto unica e di una complessità sottile e meravigliosa.
Dopo aver realizzato una prima versione del labirinto nel 2003 nei pressi di San Rafael in Argentina, la Fundación Internacional Jorge Luis Borges, María Kodama, e la Fondazione Giorgio Cini, hanno voluto ricostruire il labirinto a Venezia, affidando ancora una volta il progetto a Randoll Coate, architetto inglese che avevo conosciuto molti anni prima in Argentina.
Grande circa 2.300 metri quadrati e composto da più di 3.000 piante di bosso alte circa 90 centimetri, il labirinto è ispirato al racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano e si presenta come un libro aperto, cosparso di simboli presenti nelle mie opere: un bastone, gli specchi, due clessidre, la sabbia, un enorme punto di domanda, la tigre, il nome Jorge Luis e le iniziali di Maria Kodama. Inoltre le siepi sono disposte in modo da disegnare il nome “Borges” come se fosse idealmente scritto sulle pagine di questo grande libro.
La scoperta dei giardini veneziani è un viaggio nella bellezza inattesa, un’immersione in un’oasi di pace che arricchisce l’esperienza della città lagunare, dimostrando che anche nel tessuto urbano più denso, la natura e la quiete possono trovare il loro spazio. Che si tratti dei fastosi giardini della Biennale, dei rilassanti giardini pubblici o del poetico Labirinto Borges, ogni angolo verde è un invito a rallentare e a godere della serenità di Venezia.
